

Nella sepolta oscurità della notte il silenzio espandeva il suo prolifico regno di quiete. Piccoli fruscii tentarono invano di spodestarlo nelle ore lente della notte, invano tentarono di palesarsi agli occhi del nulla che li avvolgeva ma dopo timidi accenni di presenza decisero infine di rinunciare.
Il silenzio proteggeva indomito i suoi confini, attutiva i rumori, induceva alla stasi ed aspettava pazientemente la vita. Nell’oscurità all’improvviso qualcosa si mosse...
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Capitolo I.pdfKhan Faiwn Urhee, signore di ogni cosa, si guardò attorno lentamente. I suoi luminosi occhi di ghiaccio si schiusero piano nell’oscurità satura di vapori e le tenebre, che un tempo avevano regnato su di lui, fuggirono velocemente lontano dai suoi ampi confini.
Osservò le pareti di roccia sciogliere dolcemente il loro abbraccio, mentre venivano investite dalla tenue esplosione di riflessi cangianti del suo corpo corazzato. Affondò gli artigli nella nuda terra, traendo da essa nuovo vigore...
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Khan distese le lunghe ali e si crogiolò nuovamente nella sensazione estatica del volo. Neifile, appollaiata sul suo collo muscoloso, gioiva teneramente trasmettendogli immagini e sensazioni ad alta velocità, confondendo il cuore del drago ma rasserenandolo al tempo stesso. Sotto l’imponente figura, la ragazza poteva percepire l’energia febbrile delle ali in movimento; i muscoli di Khan si contraevano, mentre vibravano nello sforzo, scuotendo energicamente l’aria attorno al proprio corpo. Neifile osservava le candide nuvole venire risucchiate dal turbine della loro potenza, mentre salivano sempre più in alto...
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L’antico signore vagò a lungo tra le colline silenziose della notte ombrosa, il suo cuore era in ansia perché egli non riusciva a raggiungere lo spirito ormai assopito della creatura da lui amata. Immagini terribili affollarono la sua mente ed egli non riusciva a mostrarsi calmo dinanzi ai dubbi di quell’assenza: Neifile era scomparsa. Le dame avevano narrato al re l’ultima volta che l’avevano vista; ore erano passate da quel momento e di lei non vi era stata nessun’altra traccia in tutta Dus Aill. L’intero popolo la stava cercando...
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Il secondo giorno a Dus non si rivelò molto diverso dal precedente. Le dame avevano preparato almeno una dozzina di vestiti per la loro ospite ed il rituale della vestizione si compì senza che mutasse alcunché: le fecero il bagno, l’aiutarono a vestirsi e le acconciarono i capelli. I tre saggi apparvero nuovamente sulla soglia: la osservarono a lungo attraverso le pieghe del nuovo abito, parlavano tra di loro animandosi in sussurri impercettibili, scuotevano le testa e si facevano domande. Neifile non si curò molto di loro....
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Le tinte scure della notte avanzarono lentamente sulle pendici verdi lasciando regnare il silenzio. Neifile si sentiva come intorpidita dalla giornata appena trascorsa: immagini di quello che era successo aleggiavano senza sosta nella sua mente in maniera indisponente.
Quando si era allontanata dal salice aveva visto molti giovani allievi riposarsi sotto le fronde dei sorbi maturi; discorrevano amabilmente riscaldati dai tenui raggi del tramonto, alle volte ridevano, e Neifile si era avvicinata a loro…
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Neifile dormì da sola quella notte. E per molte altre notti ancora. Gwyn, che sapeva di essere in parte responsabile della sua solitudine, la dispensò dal frequentare la sua corte. L’unico momento che la ragazza poteva passare con il drago era, infatti, il breve tempo della cena; se il re avesse costretto Neifile alla sua tavola il rapporto tra lei e Khan si sarebbe affievolito sempre di più. L’antico signore aveva deciso di non svelare alla propria creatura le sue preoccupazioni, il loro numero aumentava fortemente man mano che gli incontri con Gwyn procedevano…
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Il ragazzo talentuoso continuava incessantemente i suoi esercizi. Sulle colline verdi era già calata la notte ma qualcosa gli impediva di fermarsi; continuava a lottare contro nemici inesistenti sempre con maggiore vigore. Qualcosa dava forza alle sue gambe, come al suo cuore. Non riusciva a capire cosa, ma continuava i suoi allenamenti senza alcuna esitazione, annullando lo spazio ed il tempo attorno a sé. Diventando tutt’uno con la forza selvaggia che aveva forgiato i suoi avi colpiva incessantemente qualcosa che non c’era, ma che lo faceva sentire invincibile. Cadde infine distrutto sull’erba umida…
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La Stirpe del Drago - Il risveglio dell'Antico Signore è depositato presso la Società Italiana degli Autori ed Editori (SIAE)